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Espatriati tra le proteste in Asia

forces armees
Mathias P.R. Reding / Pexels
Scritto daVeedushi Bil 09 Febbraio 2021

India e Myanmarhanno adottato misure drastiche a seguito delle proteste delle ultime settimane. Gli espatriati stanno facendo i conti con il blocco dei servizi internet, interruzioni del sistema idrico e posti di blocco dell'esercito sulle strade.

La situazione in India e in Myanmar

Lo scorso fine settimana, le forze armatesono statedispiegatein variezonedell'India per sedarela protesta dei contadini contro le riforme agricole. La rivoltaha visto il suo culmine il 26 gennaio scorso durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica quando gli agricoltori, a bordodei loro trattori, hanno portato scompiglio durante la parata militare. Centinaia di poliziotti sono stati feriti.Il governo indiano invoca cautela. ANuova Delhi, dieci stazioni della metropolitana sono state chiuse e sono stati allestiti posti di blocco agli incroci principali.

Lo scorso novembregli agricoltori hanno chiesto a gran voce l'annullamento delle riformevolte a liberalizzare il mercato agricolo,minacciandodi proseguire l'azione di rivoltase il governo non revocherà le nuove leggi. Come conseguenza della protesta i vertici governativi hanno bloccatol'accesso ad internet, ai social network e sospesol'erogazione dell'acqua.

Il governo indiano afferma che queste misure hanno lo scopo di "mantenere la sicurezza pubblica". Queste drastiche risoluzioni hanno avuto una risonanza a livello mondiale, suscitando la reazione di personaggi pubblici come la cantante Rihanna,l'attivista svedese Greta Thunberg, la nipote del vicepresidente americano Kamala Harris, di origine indiana, e Jim Costa, membro democratico della Commissione per gli Affari Esteri del Congresso americano. Il ministero indiano per l'informazione tecnologicaha ordinato a Twitter di bloccare tutti i contenuticon l'hashtag "#ModiPlanningFarmerGenocide", pubblicati sullapiattaforma. Sebbene gliaccount siano stati successivamente sbloccati, lapresa di posizione delle autorità potrebbe suonare comeun tentativo di ostacolare la libertà di espressione.

Nelle ultime settimane, l'India non è stato l'unico Paese a bloccare l'accesso adInternet minandoil diritto all'informazione. Il colpo di stato in Myanmar ha portatoal blocco di Facebook, Twitter e Instagram. Oggi Facebook è la principale fonte di informazione e comunicazione nel Paese, soprattutto per gli espatriati. Alcuni cittadini birmani si sono servitidel social network per fomentare la protesta, portandone quindi al blocco. Dopo che hanno cominciato apostare anche suTwitter e Instagram, sono stati bloccati anche questi.

Lo scorso novembre, il partito dellaLega nazionale per la democrazia (NLD), guidato daAung San Suu Kyi, vince le elezioni a discapitodel Partito per la solidarietà e lo sviluppo dell'Unione (USDP), sostenuto dalle forze armate. I militari contestano il risultato delle elezioni, accusando laNLD di brogli. Il 1 febbraio, l'esercito arresta i rappresentanti del partito di maggioranza, tra cui il capo del governoAung San Suu Kyi, ed assume il potere con un colpo di stato.

Le ripercussioni sugli espatriati

La situazione è piuttosto delicata a Yangon, la capitale economica del Myanmar dove vivela maggior parte degli espatriati. A causa del blocco delle telecomunicazioni, molti di loro non hanno potuto mettersi in contatto con la famiglia e restareaggiornati sull'andamento della situazione. Si è creato presto il panico. Abbiamo raggiuntoJennifer, un'americana che abita aYangon che ci fa sapere che, non appenala connessione internet è stata ristabilita, ha scrittosui social per dare e ricevere informazioni.“Per farechiamate internazionali" - ci dice - "usate Ooredooma assicuratevidi ricaricare l'account perché il servizio è costoso ”.

Kellyconsiglia di usare Skype per parlare con l'estero. “In casoi social network fosserobloccati di nuovo, Skype è l'unica cosa che funziona. Mio padre, che è negli Stati Uniti, ha provato a contattarmi, e siamo riusciti a sentirci solo grazie a questa piattaforma".Altri ammettonodi utilizzare una VPN per aggirare il blocco. "Speriamo che non blocchino completamente l'accesso alla rete".

I cittadini birmani sfruttano l'aiuto dei social network per lanciareagli espatriati degli appelli ad unirsi alla rivolta, ma questi ultimi ci fanno sapere che preferiscono tenere un profilo basso. “Quando abbiamo fatto domanda di visto, abbiamo giurato di non partecipare ad azioni politiche. Se partecipassimo alle manifestazioni, potremocorrere il rischio di essere arrestati o deportati", fa sapere Jordan.

Un altro espatriato aggiunge: “Nel 2007, Kenji Nagai, fotoreporter giapponese, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, in pieno giorno,durante le manifestazioni anti-governative dellaRivoluzione Zafferano. Questo a dimostrazione che le forze armate non guardano in faccia a nessuno. Noi stranieri dobbiamo fare attenzione. Possiamo stare qui solo a patto di non immischiarci nelle loro questioni".

Mentre la situazione continua a peggiorare, l'aeroporto internazionale di Yangon e la maggior parte delle banche restanochiuse fino a nuovo ordine.

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Assistente editoriale e scrittrice di contenuti per , Veedushi nutre un profondo interesse per le culture e le tradizioni straniere.

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